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	<title>Raku Art &#187; tecnique</title>
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		<title>Tecniques</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 09:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[tecnique]]></category>

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		<description><![CDATA[Tecnica Improvvisazione, fantasia e conoscenze per realizzare la ceramica raku Il procedimento per la creazione di un oggetto raku passa attraverso queste fasi: 1 &#8211; La modellazione della creta La MODELLAZIONE di un pezzo può avvenire mediante diverse tecniche: la modellazione a mano la modellazione a colombino la foggiatura al tornio la foggiatura a lastra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">Tecnica</h1>
<p>Improvvisazione, fantasia e conoscenze per realizzare la ceramica raku</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-634" title="BurningHearth_small" alt="" src="http://www.mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/BurningHearth_small.jpg" /></p>
<p>Il procedimento per la creazione di un oggetto raku passa attraverso queste fasi:</p>
<h2>1 &#8211; La modellazione della creta</h2>
<p>La MODELLAZIONE di un pezzo può avvenire mediante diverse tecniche:</p>
<p>la modellazione a mano<br />
la modellazione a colombino<br />
la foggiatura al tornio<br />
la foggiatura a lastra<br />
il colaggio</p>
<h2>2 &#8211; L&#8217;essiccamento</h2>
<p><img class="alignnone  wp-image-635" title="OndaAutunno_small" alt="" src="http://www.mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/OndaAutunno_small.jpg" /></p>
<p>L&#8217;ESSICCAMENTO<br />
Per evitare che il nostro pezzo subisca delle micro fratture durante l&#8217;essiccamento, con conseguente rottura durante la cottura, è bene far asciugare il pezzo molto lentamente e lontano da correnti d&#8217;aria: il modo migliore è coprire il pezzo con un foglio di plastica o di giornale, favorendo così un essiccazione più uniforme.</p>
<p>Per evitare che il alcune parti del pezzo asciughino prima di altre, è consigliabile capovolgere il pezzo (una volta raggiunta una certa consistenza) e farlo asciugare su una griglia (meglio se di legno) per permettere l&#8217;aerazione della base.</p>
<p>Se vogliamo ingobbiare il nostro pezzo dovremmo farlo quando questo a raggiunto la durezza cuoio, stando attenti a non usare un ingobbio troppo liquido per evitare deformazioni o peggio rotture.<br />
L&#8217;ingobbio può essere dato a spruzzo, a pennello o ad immersione</p>
<h2>3 &#8211; La biscottatura</h2>
<p><img class="alignnone  wp-image-636" title="AtlanticPlate_small" alt="" src="http://www.mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/AtlanticPlate_small.jpg" /></p>
<p>Per biscottatura si intende la prima cottura di un pezzo, questa è una fase molto delicata perché un aumento troppo repentino della temperatura potrebbe causare la rottura del pezzo. Infatti l&#8217;essiccazione naturale non elimina completamente l&#8217;acqua contenuta nell&#8217;argilla ed è quindi necessario aumentare gradatamente il calore nel forno per permettere all&#8217;umidità contenuta ancora nel pezzo di evaporare.</p>
<p>I pezzi crudi, non smaltati, possono essere accatastati nel forno, mentre dopo la smaltatura i pezzi vanno distanziati per evitare che si attacchino, inoltre è bene custodire il biscotto al riparo dalla polvere ricoprendolo con un foglio di carta per evitare spiacevoli inconvenienti come strappature e distacco dello smalto.</p>
<p>La temperatura di cottura del biscotto varia tra gli 920° e i 1000°C a seconda della terra utilizzata ed, è sconsigliabile superare i 1000°C per evitare che il pezzo perda la sua porosità ed elasticità che danno resistenza agli sbalzi di temperatura.<br />
Una volta posizionati i pezzi, ed acceso il forno, ci troviamo di fronte alla fase più critica della cottura, infatti, come già accennato in precedenza, è necessario far evaporare l&#8217;umidità residua in maniera graduale, aumentando la temperatura di circa 2°C al minuto, con numerose pause, fino a raggiungere la temperatura di 280°C circa. Questa prima fase richiede circa 2 ore e 30, dopodiché si può aumentare la temperatura fino a raggiungere i 900°C; raggiunta questa temperatura va tenuta per un tempo che varia dai 10 e i 20 min. (a seconda delle dimensioni del pezzo) per permettere al pezzo di cuocere.</p>
<p>A questo punto spegnere il forno, chiudere il camino e il foro per il bruciatore e lasciar raffreddare lentamente i pezzi; il raffreddamento deve avvenire in maniera molto lenta e graduale per evitare che lo shock termico possa causare micro fratture compromettendo il risultato della cottura raku vera e propria.</p>
<h2>4 &#8211; La riduzione</h2>
<p><img class="alignnone  wp-image-637" title="DesertFlower_small" alt="" src="http://www.mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/DesertFlower_small.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La riduzione è il momento della lavorazione più emozionante e spettacolare, dove il caso, accompagnato dalla nostra conoscenza ed esperienza, ci permetterà di ottenere pezzi dalla sorprendente bellezza con superfici ricche di sfumature, riflessi metallici ed iridescenze.</p>
<p>Il Raku moderno, così come lo conosciamo oggi, è diverso rispetto al raku inventato in Giappone più di 5 secoli fa, infatti i ceramisti giapponesi, al momento della fusione degli smalti, estraevano il pezzo dal forno e lo lasciano raffreddare all&#8217;aria o immergendolo in acqua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Raku Action" href="http://www.mauriziobaldini.it/raku-action/">Galleria Fotografica Azioni Raku</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ulteriori approfondimenti consultate il corso raku on line di <a href="http://www.arteraku.it/pagine/riduzione.asp">arteraku.it</a></p>
<p><a title="Bibliography" href="http://www.mauriziobaldini.it/bibliography/">Bibliografia</a></p>
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