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	<title>Raku Art &#187; training</title>
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		<title>Tools</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 08:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[training]]></category>
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		<description><![CDATA[I materiali e le attrezzature fonti:http://it.wikipedia.orghttp://www.arteraku.it/ Le immagini sono particolari di effetti raku Le terre, gli impasti e la composizione dell&#8217;argilla L&#8216;argilla utilizzata per realizzare oggetti Raku deve avere caratteristiche particolari, perché questa tecnica sottopone i pezzi ad uno shock termico rilevante.L&#8217;argilla adatta  a questo tipo di lavorazione è una terra ricca di materiale refrattario (allumina e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="6" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="10%"></td>
<td colspan="2" align="center" width="47%">
<h1>I materiali e le attrezzature</h1>
</td>
<td align="right" width="13%"></td>
</tr>
<tr>
<td width="10%"></td>
<td align="right" width="14%">
<p align="center"><img class="alignnone size-full wp-image-588" title="Part3_small" alt="" src="http://mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/Part3_small.jpg" width="100" height="65" /></p>
</td>
<td align="right" width="13%"><em>fonti:<a href="http://it.wikipedia.org">http://it.wikipedia.org</a></em><a href="http://www.arteraku.it/">http://www.arteraku.it/</a></td>
<td align="right" width="13%"></td>
</tr>
<tr>
<td width="10%"></td>
<td align="right" width="14%"><em><span style="font-size: small;">Le immagini sono particolari di effetti raku<br />
</span></em><img class="alignnone size-full wp-image-589" title="Part5_small" alt="" src="http://mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/Part5_small.jpg" width="100" height="66" /><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Le terre, gli impasti e la composizione dell&#8217;argilla</span></strong></td>
<td style="text-align: justify;" align="right" width="13%">L<a title="Clay" href="http://mauriziobaldini.it/clay/">&#8216;argilla</a> utilizzata per realizzare oggetti Raku deve avere caratteristiche particolari, perché questa tecnica sottopone i pezzi ad uno shock termico rilevante.L&#8217;argilla adatta  a questo tipo di lavorazione è una terra ricca di materiale refrattario (allumina e silice) che resistono alle tensioni che si creano durante la <a href="http://www.arteraku.it/pagine/riduzione.asp">riduzione</a>, quando il nostro oggetto, in pochi secondi, subisce un brusco raffreddamento passando da ~1000°C a temperatura ambiente.In commercio si trovano, senza difficoltà, sacchi di terra refrattaria già pronta per l&#8217;uso in diverse granulometrie, ma se volete personalizzare l&#8217;impasto, per adattarlo alle vostre esigenze, ecco una serie di materiali che rendono l&#8217;argilla più resistente agli shock termici:</td>
<td align="right" width="13%"></td>
</tr>
<tr>
<td width="10%"></td>
<td align="right" width="40%"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">I rivestimenti vetrosi e la loro colorazione</span></strong></td>
<td width="40%"><img class="alignnone size-full wp-image-590" title="Part6_small" alt="" src="http://mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/Part6_small.jpg" width="100" height="65" /></p>
<p style="text-align: justify;">Gli <a title="Nails" href="http://mauriziobaldini.it/nails/">smalti</a> utilizzati per il Raku, si differenziano dagli smalti industriali per il loro basso punto di fusione che si aggira tra i 900° &#8211; 1000°C. Gli smalti che si trovano in commercio  (smalti per maiolica) possono essere facilmente adattati al nostro scopo: innanzitutto è bene tagliarli con della cristallina a base di piombo (la percentuale può variare tra il 40% e il 60% a seconda dell&#8217;effetto che si vuole ottenere) per ottenere una superficie più trasparente e meno &#8220;industriale&#8221; e allo stesso tempo correggere il punto di fusione dello smalto stesso.Gli <a title="Colors" href="http://mauriziobaldini.it/colors/">ossidi e i sali metallici</a> sono molto importanti nella ceramica Raku perché, a seconda del tipo di cottura (ossidante o riducente) possono cambiare colore ottenendo bellissimi effetti.</p>
</td>
<td width="10%"></td>
</tr>
<tr>
<td width="10%"></td>
<td align="right" width="40%"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Cottura in forno.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span style="color: #ffff00;">Per<br />
ulteriori approfondimenti consultate il corso raku on line di</span></span></strong> <strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">arteraku.it</a></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong><a title="Bibliography" href="http://127.0.0.1:4001/wordpress/bibliography/"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">B</span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">ibliografia</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</td>
<td style="text-align: justify;" width="40%">La cottura raku, seconda cottura, avviene in un apposito forno dove la temperatura sale a 950 °C &#8211; 1000 °C. Quando il colore diventa lucido e il pezzo è incandescente si procede all&#8217;estrazione. Il forno viene aperto e l&#8217;oggetto viene preso attraverso apposite pinze e viene immediatamente depositato in un contenitore di metallo pieno di materiale combustibile (fogli di giornale, trucioli, segatura ecc.) che oltre a bruciare soffoca anche il pezzo, provocando una grossa riduzione. L&#8217;oggetto viene poi estratto nuovamente dal contenitore e immerso nell&#8217;acqua, dopodiché viene pulito per eliminare i segni della combustione e per far emergere i metalli in tutta la loro iridescenza e brillantezza.Il processo di riduzione può essere parziale o totale. L&#8217;elemento che denota il tipo di riduzione ottenuto è il colore dell&#8217;argilla non smaltata: è nera con la riduzione totale e si schiarisce nei toni di grigio a contatto con l&#8217;ossigeno. La riduzione totale si ottiene chiudendo completamente il contenitore, in modo che non entri aria. Il tipo di riduzione cambia in base a una serie di variabili: il combustibile (il suo potere di combustione, la sua umidità ecc.), il tempo che intercorre tra l&#8217;estrazione e la riduzione (tempo di contatto con l&#8217;ossigeno), la copertura &#8211; totale o parziale &#8211; dell&#8217;oggetto.L&#8217;anima del raku è la gioia di sperimentare e l&#8217;istintività; ogni oggetto è unico, particolare e irripetibile.</td>
<td width="10%"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Storia del Raku</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 22:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[training]]></category>
		<category><![CDATA[raku history]]></category>

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		<description><![CDATA[Cenni di storia fonte: http://it.wikipedia.orgRaku, tecnica di origine giapponese, nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l&#8217;armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. L&#8217;origine del raku è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="737" border="0" cellspacing="8" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="25"></td>
<td colspan="2" align="center" width="642">
<h1>Cenni di storia</h1>
</td>
<td align="right" width="32"></td>
</tr>
<tr>
<td width="25"></td>
<td align="right" width="262"></td>
<td align="right" width="370"></td>
<td align="right" width="32"></td>
</tr>
<tr>
<td width="25"></td>
<td align="right" width="262"><em>fonte: http://it.wikipedia.org</em>Raku, tecnica di origine giapponese, nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l&#8217;armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. L&#8217;origine del raku è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la tazza, che gli ospiti si passavano l&#8217;un l&#8217;altro. Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.L&#8217;invenzione della tecnica raku è attribuita ad un artigiano <a title="Coreano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coreano">Coreano</a> addetto alla produzione di tegole dell&#8217;epoca <a class="new" title="Momoyama (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Momoyama&amp;action=edit&amp;redlink=1">Momoyama</a> (<a title="XVI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">XVI secolo d.C.</a>), <em>Chojiro</em>, che la sviluppò per poter più facilmente creare le ciotole per la <a title="Cha no yu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cha_no_yu">cerimonia del tè</a> (e in effetti il suo mecenate fu <a class="mw-redirect" title="Sen no Rikyu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sen_no_Rikyu">Sen no Rikyu</a>, un maestro di questa cerimonia).</td>
<td align="width=&quot;23%&quot;" width="370"><em> </em><em><span style="color: #99ffff; font-family: Times New Roman; font-size: medium;"><img class="alignnone size-full wp-image-570" title="S_TanSok" alt="" src="http://mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/S_TanSok.jpg" width="286" height="221" /></span></em><em></em><em></em><em><span style="color: #99ffff; font-family: Times New Roman; font-size: medium;"><br />
Opera del maestro<br />
giapponese Tanaka Sokel (sec. XIIV)</span></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="25"></td>
<td align="right" width="262"></td>
<td width="370"></td>
<td width="32"></td>
</tr>
<tr>
<td width="25"></td>
<td align="right" width="262">Il termine giapponese <em>raku</em> significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere, deriva dal sobborgo di <a title="Kyōto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ky%C5%8Dto">Kyōto</a> da cui veniva estratta l&#8217;argilla nel <a title="XVI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">sedicesimo secolo</a>. Da quel momento divenne anche il cognome e il sigillo della stirpe di ceramisti discendente da <em>Chojiro</em>, tutt&#8217;ora attiva in <a title="Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giappone">Giappone</a>. Nel <a title="XVIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo">diciottesimo secolo</a>, venne pubblicato un manuale che ne spiegava nel dettaglio la tecnica, e da allora il <em>raku</em> si diffuse anche al di fuori del <a title="Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giappone">Giappone</a>. Le ceramiche raku arrivano ad avere un valore elevatissimo e sono molto ricercate. Molte di queste opere posso essere ammirate, infatti, in musei e collezioni private.</td>
<td width="370"><img class="alignnone size-full wp-image-571" title="S_Ryonyu" alt="" src="http://mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/S_Ryonyu.jpg" width="243" height="200" />
<dl>
<dt><em><span style="color: #99ffff; font-family: Times New Roman; font-size: medium;">Ciotola del<br />
maestro giapponese Ryonyu </span> </em></dt>
<dt><em><span style="color: #99ffff; font-family: Times New Roman; font-size: medium;">(sec.XIIIV)</span> </em></dt>
</dl>
</td>
<td width="32"></td>
</tr>
<tr>
<td width="25"></td>
<td align="right" width="262"></td>
<td width="370"></td>
<td width="32"></td>
</tr>
<tr>
<td width="25"></td>
<td align="right" width="262"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: Times New Roman; mso-bidi-font-family: Times New Roman; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"><img class="alignnone size-full wp-image-572" title="RAKUBN" alt="" src="http://mauriziobaldini.it/wp-content/uploads/2013/05/RAKUBN.jpg" width="77" height="115" /></span></span></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: Times New Roman; mso-bidi-font-family: Times New Roman; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;">Se<br />
siete interessati ad approfondire questo argomento vi consigliamo di<br />
visitare il sito del <a href="http://www.racine.ravenna.it/micfaenza/raku/index.htm">museo<br />
della ceramica di Faenza</a> o quello del <a href="http://www.raku-yaki.or.jp/index-e.html">museo<br />
della ceramica e della famiglia Raku</a>.</span></span></span></strong></p>
</td>
<td valign="bottom" width="370">
<div align="center"><center>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></center></div>
<div align="center"><center></p>
<table width="50%" border="1" bgcolor="#ffffcc">
<tbody>
<tr>
<td width="100%"><span style="color: #669933; font-size: xx-small;"><strong>L&#8217;ideogramma<br />
&#8220;Raku&#8221; tradotto liberamente significa &#8220;godimento,<br />
gioia, soddisfazione, liberazione&#8221;, ma la sua vera origine è<br />
legata a &#8220;Jurakudai&#8221;, il nome dello stile architettonico<br />
tipico dell&#8217;epoca Momoyama, il periodo in cui Chojiro e Sen Rickyu<br />
diedero origine alla ceramica Raku.</strong></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></center></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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